18.10.06

E-book o libri?

Il dilemma, lo scontro, prosegue ormai da anni: da una parte chi dice "il futuro è nella lettura in digitale", dall'altra chi sostiene "il libro non morirà mai".
Per caso oggi ho ritrovato, negli archivi del bellissimo sito Il mestiere di scrivere, un'intervista all'Umberto Eco nazionale risalente al 1999.
Sentite cosa risponde a questa classica domanda:

Intervistatore: [...]non vedete alcun antagonismo fra testo scritto e testo elettronico?

Eco: Rifiuto la domanda. È come se qualcuno, dieci anni dopo la prima automobile, ti avesse interrogato sul futuro della motorizzazione. Come potevi prevedere che saresti arrivato fin qui? Non potevi, non sapevi. Potevi, tutt'al più, fare delle caute descrizioni del nuovo veicolo che imponeva nuove regole di circolazione. Oppure, pensiamo ai mutamenti intervenuti nel passaggio dal volumen al codex. Mi riferisco alla fine della lettura ad alta voce, che con l'avvento del codex cede il passo a quella silenziosa. Lei immagini di essere vissuto cinquant'anni prima di Sant'Ambrogio, che abitualmente è indicato come il primo lettore silenzioso: bene, se le avessero domandato quali cambiamenti sarebbero intervenuti col codex, probabilmente lei avrebbe riflettuto sulla possibilità di passare da una pagina all'altra, su un diverso controllo del testo. Mai le sarebbe venuto in mente che stava per cambiare il rapporto fra il suono e la lettura. Questo per dire che probabilmente la vera esperienza del cambiamento, in termini di lettura, non la faremo noi, ma i nostri figli. Ed è ben poco serio chi, sulla base di dieci anni di internet, si azzarda oggi a dire cosa succederà.

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